Operas
Arias

George Frideric Handel

Opera vocal scores:

Acis and Galatea

Acis. Love in Her Eyes Sits PlayingAcis. Love Sounds the AlarmAcis. Where Shall I seek the Charming Fair?As When the DoveDamon. Consider, Fond ShepherdDamon. Shepherd! What Art Thou Pursuing?Damon. Would You Gain the Tender CreatureGalatea. Heart, Thou Seat of Soft DelightGalatea. Hush Ye Pretty Warbling ChoirGalatea. Oh! didst thou know the pains of absent loveLove in her eyes sits playingO ruddier than the cherryPolyphemus. Cease to Beauty to be SuingPolyphemus. O Ruddier Than the Cherry!Would you gain the tender creature

Admeto

Admeto. A languir ed a penarAdmeto. Ah, si, morrò, e allor potròAdmeto. Cangiò d'aspetto il crudo fatoAdmeto. Chiudetevi, miei lumiAdmeto. La tigre arde di sdegnoAdmeto. Sparite, oh pensieri, se solo voleteAdmeto. Un lampo è la speranza, fà lumeAlceste. Farò così più bella la bella fede miaAlceste. Gelosia, spietate AlettoAlceste. Là dove gli occhi io giroAlceste. Luci care, addio, posate!Alceste. Quanto godrà, allor che mi vedràAlceste. Sì, caro, sì, ti stringo al fin cosìAlceste. Spera si, mio caro beneAlceste. Vedrò frà poco, se l'idol mio cangiò desioAntigona. Da tanti affanni oppressaAntigona. E che ci posso far, se non ti posso amarAntigona. E per monti e per piano e per selveAntigona. Io son qual Fenice risorta dal focoAntigona. Io ti bacio, oh bella imagoAntigona. La sorte mia vacillaAntigona. Sen vola lo sparvierAntigona. Spera allor, che in mar turbatoErcole. Amor è un tiranno, che ai sensi fà guerraErcole. La gloria sola, che ogn' or bramaiMeraspe. Signor, lo credi a meOrindo. Bella, non t'adirar!Orindo. Mostratevi sereneTrasimede. Armati, oh core, di cieco sdegno!Trasimede. Chi è nato alle sventureTrasimede. Da te più tosto partir vogl'ioTrasimede. Se l'arco avessi e i strali

Agrippina

Agrippina. Ho un non sò che nel corAgrippina. L'alma mia frà le tempesteAgrippina. Non hò cor che per armartiAgrippina. Ogni vento ch'al porto lo spingaAgrippina. Pensieri, voi mi tormentateAgrippina. Se vuoi pace, o volto amatoAgrippina. Tu ben degno sei dell' allorClaudio. Basta che sol tu chiedaClaudio. Cade il mondo soggiogatoClaudio. Io di Roma il Giove sonoClaudio. Pur ritorno a rimirarviClaudio. Vieni, oh caraGiunone. V'accendano le tede i raggi delle stelleLesbo. Allegrezza! Claudio giungeNarciso. Spererò, poichè mel diceNarciso. Volo pronto, e lieto il coreNerone. Coll'ardor del tuo bel corNerone. Come nube che fugge dal ventoNerone. Con saggio tuo consiglioNerone. Qual piacer a un cor pietosoNerone. Quando invita la donna l'amanteNerone. Sotto il lauro che hai sul crineOttone. Coronato il crin d'alloroOttone. Lusinghiera mia speranzaOttone. Pur ch'io ti stringa al senOttone. Tacerò, pur chè fedeleOttone. Ti vo' giusta e non pietosaOttone. Vaghe fonti, che mormorandoOttone. Voi che udite il mio lamentoPallante. Col raggio placido della speranzaPallante. La mia sorte fortunataPoppea. Bel piacere e godere fido amorPoppea. Bella pur nel mio dilettoPoppea. Col peso del tuo amorPoppea. È un foco quel d'amorePoppea. Fà quanto vuoi, li scherni tuoiPoppea. Ingannata una sol voltaPoppea. Se giunge un dispettoPoppea. Tuo ben è'l trono, io nonPoppea. Vaghe perle, eletti fiori

Alcina

Alcina. Ah, mio cor!Alcina. Di, cor mio, quanto t'amaiAlcina. Ma quando torneraiAlcina. Mi restanò le lagrimeAlcina. Ombre pallideAlcina. Si: son quellaAlcina. Tornami a vagheggiarBradamante. All' alma fedelBradamante. È gelosiaBradamante. Vorrei vendicarmiMelisso. Pensa a chi geme d'amor piagataMorgana. Ama, sospiraMorgana. Credete al mio doloreMorgana. O s'apre al risoOberto. Barbara: io ben lo sòOberto. Chi m'insegna il caro padre?Oronte. È un folle, è un vile affettoOronte. Semplicetto! a donna credi?Oronte. Tra speme e timoreOronte. Un momento di contentoRuggiero. Col celarviRuggiero. Di te mi ridoRuggiero. La bocca vagaRuggiero. Mi lusinga il dolce affetoRuggiero. Mio bel tesoroRuggiero. Qual portentoRuggiero. Stà nell'Ircana pietrosa tanaRuggiero. Verdi prati e selve amene

Alessandro

Alessandro. Da un breve riposo di stato amorosoAlessandro. Frà le guerre e le vittorieAlessandro. Frà le stragi e frà le mortiAlessandro. Il cor mio, ch'è già per teAlessandro. Men fedele, e men costanteAlessandro. Prove sono di grandezzaAlessandro. Pupille amate, voi m'insegnateAlessandro. Risolvo abbandonar la bella che mi sprezzaAlessandro. Vano amore, lusinga, dilettoCleone. Sarò qual vento, che nell' incendio spiraClito. A sprone, a fren leggieroLeonato. Pregi son d'un alma grandeLisaura. Che tirannia d'Amor! fuggirLisaura. La cervetta nei lacci avvoltaLisaura. L'amor, che per te sentoLisaura. Nò, più soffrir non voglioLisaura. Quanto dolce amor sariaLisaura. Sì, m'è caro imitar quel bel fioreRossane. Alla sua gabbia d'oro suol ritornar talorRossane. Aure, fonti, ombre graditeRossane. Brilla nell' alma un non inteso ancorRossane. Dica il falso, dica il veroRossane. L'armi implora dal tuo figlioRossane. Lusinghe più careRossane. Si dolce lusingar, si forte incatenarRossane. Tempesta e calma sento nell' almaRossane. Un lusinghiero dolce pensieroTassile. Sempre fido e disprezzatoTassile. Vibra, cortese Amor, un' altro strale

Amadigi di Gaula

Amadigi. È si dolce il mio contentoAmadigi. Non sà temere questo mio pettoAmadigi. Notte amica dei riposiAmadigi. O rendetemi il mio beneAmadigi. Sento la gioja, ch'in sen mi brillaAmadigi. Sussurrate, onde vezzosaAmadigi. T'amai, quant' il mio cor già seppe amartiAmadigi. Vado, corro al mio tesoroDardano. Agitato il cor mi sentoDardano. Pena tiranna io sento al coreDardano. Pugnerò contro del fatoDardano. Tu mia speranza, tu mia confortoMelissa. Ah! Spietato! e non ti muoveMelissa. Desterò dall' empia Dite ogni furia a farvi guerraMelissa. Io già sento l'alma in senMelissa. Io godo, scherzo e rido, crudel, nel tuo dolorMelissa. Se tu brami di godere, lascia purMelissa. Vanne lungi dal mio pettoOriana. Ch'io lasci mai d'amare il caro mio tesoroOriana. Dolce vita del mio pettoOriana. Gioje, venite in senOriana. Oh caro mio tesor, deh! presto torna a meOriana. S'estinto, è l'idol mio, morire io voglio ancorOriana. Ti pentirai, crudel! d'avermi offesa un di

Ariodante

Ariodante. Cieca notte, infidi sguardi, spoglie infausteAriodante. Con l'ali di costanza alza il suo voloAriodante. Dopo notte, atra e funesta, splende in CielAriodante. Numi! lasciarmi vivere per darmi mille mortiAriodante. Quì d'amor nel suo linguaggioAriodante. Scherza infida, in grembo al drudoAriodante. Se tanto piace al cor il volto tuo, SignorAriodante. Tu preparati a morire, se mentireDalinda. Apri le lucì, e mira gli ascosiDalinda. Il primo ardor è così caroDalinda. Neghittosi or voi che fate?Ginevra. Il mio crudel martoro crescer non può di piùGinevra. Io ti bacio, o mano augustaGinevra. Mi palpita il core nè intendo perchèGinevra. Orrida a gl'occhi mieiGinevra. Sì, morrò; ma l'onor mio meco, oh Dio!Ginevra. Vezzi, lusinghe, e brioGinevra. Volate, amori, di due bei coriIl Rè di Scozia. Al sen ti stringo e parto, ma formaIl Rè di Scozia. Invida sorte avara misero in questo dìIl Rè di Scozia. Più contento e più felice regno al mondoIl Rè di Scozia. Voli colla sua trombaLurcanio. Del mio sol vezzosi raiLurcanio. Il tuo sangue, ed il tuo zelo, per la figliaLurcanio. Tu vivi, e punito rimange l'eccessoPolinesso. Coperta la frode di lana servilePolinesso. Dover, giustizia, amor m'accendono nel corPolinesso. Se l'inganno sortisce felice, io detestoPolinesso. Spero per voi, sì, begli occhi, in questo dìSegeste. Fiaccherò quel fiero orgoglio

Atalanta

Aminta. Dì ad Irene, tiranna, infedeleAminta. Diedi il core ad altra NinfaAminta. S'è tuo piacer, ch'io moraAtalanta. Al varco, oh pastori!Atalanta. Bench' io non sappia ancorAtalanta. Lassa! ch'io t'ho perdutaAtalanta. Riportai gloriosa palmaAtalanta. Se nasce un rivolettoIrene. Ben' io sento l'ingrata, spietataIrene. Come alla tortorella langue al suo caroIrene. Soffri in pace il tuo doloreMeleagro. Care selve, ombre beateMeleagro. Lascia ch'io parta soloMeleagro. M'allontano, sdegnose pupilleMeleagro. Non sarà poco, se il mio gran focoMeleagro. Sì, sì, mel raccorderòMeleagro. Tu solcasti il mare infido agitata navicellaMercurio. Sol prova contenti di gloria l'amanteNicandro. Impara, ingrata, ad esser men crudele

Berenice

Alessandro. Che sarà quando amante accarezzaAlessandro. In quella, sola in quella candida mano e bellaAlessandro. La bella mano, che mi piagòAlessandro. Mio bel sol, dove t'aggiri?Alessandro. Quell' oggetto, ch'è caro a chi adoroAristobaldo. Con gli strali d'amor cangia morte talorAristobaldo. Senza te sarebbe il mondo meno scaltroArsace. Amore contro amor combatte nel mio corArsace. Senza nudrice alcuna, qual pargoletto in cunaBerenice. Avvertite mie pupille, non tradite l'onor mioBerenice. Chi t'intende? o cieca instabile!Berenice. Dice amor, quel bel vermiglioBerenice. Nò, che servire altrui, nò, quest'anima non sàBerenice. Sempre dolci, ed amorosenon vi voglioBerenice. Traditore, traditore! così vago di sembianteDemetrio. Le vincende della sorte hanno sempre un novo aspettoDemetrio. Nò, soffrir non può il mio amoreDemetrio. Per si bella cagion m'è dolce la prigionDemetrio. Se non ho l'idol mio, scettroDemetrio. Sì, tra i ceppi, e le ritorteDemetrio. Sù, Megera, Tisifone, Aletto!Fabio. Guerra e pace, Egizia terra, a te portoFabio. Vedi l'ape ch'ingegnosaSelene. Gelo, avvampo, considero, e sento con doppio tormentoSelene. Questa qual sia beltà della sua libertàSelene. Si poco è forte dunque tua fedeSelene. Tortorella, che rimira presa al laccio la compagna

Deidamia

Achille. Ai Greci questa spada sovra i nemici estintiAchille. Lasciami. Tu sei fedele? VatteneAchille. Se pensi amor tu solo per vezzo e per beltàAchille. Seguir di selva in selva la fuggitiva belvaAchille. Sì, m'appaga, sì, m'alletta quella vaga collinettaDeidamia. Consolami se brami, ch'io viva in te, mio benDeidamia. Due bell' alme inamorate, care, fideDeidamia. Ma chi sà, se mi riama il mio beneDeidamia. M'ai resa infelice, che vanto n'avrai?Deidamia. Nasconde l'usignol' in alti rami il nidoDeidamia. Quando accenderan quel pettoDeidamia. Se il timore il ver mi dice infeliceDeidamia. Và, perfido! quel cor mi tradiràFenice. Al tardar della vendetta o la scordaFenice. Degno più di tua beltà, questo cor ritorneràFenice. Presso ad occhi esperti già nei ministriLycomede. Nel riposo e nel contento godo e sentoLycomede. Nelle nubi intorno al Fato a' mortaliNerea. D'amor nei primi istanti facili son gli amantiNerea. Di lusinghe, di dolcezza non fatica non asprezzaNerea. Non ti credo, non mi fido, maggior prova al verNerea. Non vuò perdere l'istante, senza creder all' amanteNerea. Quanto ingannata è quella, mal consigliata bellaNerea. Sì, che desio quel che tu brami maggior legamiUlisse. Come all' urto aggressor d'un torrenteUlisse. Grecia tu offendi, Troja difendiUlisse. Nò, quella beltà non amo, che l'amor mio sprezzòUlisse. Or pensate, amanti cori, che le gioje più soaviUlisse. Perdere il bene amato che il fato e amor ti dièUlisse. Un guardo solo, pupille amate, conforto al duolo

Ezio

Ezio. Ecco alle mie catene, ecco a morir m'invioEzio. Guarda pria se in questa fronteEzio. Pensa a serbarmi, oh caraEzio. Recagli quell' acciaroEzio. Se fedele mi brama il regnanteEzio. Se la mia vita dono è d'AugustoFulvia. Ah, non son io che parlo, è il barbaro doloreFulvia. Caro padre, a me non dei mammentar che padre seiFulvia. Finchè un zeffiro soaveFulvia. La mia costanza non si sgomentaFulvia. Quel finger affetto allor che non s'amaMassimo. Il nocchier, che si figura ogni scoglioMassimo. Se povero il ruscello mormora lento, e bassoMassimo. Tergi l'ingiuste lagrimeMassimo. Và, dal furor portataOnoria. Finchè per te mi palpita timidoOnoria. Peni tu per un ingrataOnoria. Quanto mai felice siete, innocenti pastorelleTutta raccoltaValentiniano. Per tutto il timore perigli m'additaValentiniano. Se tu la reggi al voloValentiniano. Sò chi t'accese: basta per oraValentiniano. Vi fida lo sposo, vi fida il regnanteVaro. Già risonar d'intorno al campidoglio io sentoVaro. Nasce al bosco in rozza cunaVaro. Se un bell'ardire può innamorarti

Floridante

Coralbo. Non lasciar Oppressa della sorteElmira. Barbaro! t'odio a morte, mà piùElmira. Dimmi, oh spene! quando riedeElmira. Mà che vuoi più da meElmira. Mà pria vedrò le stelleElmira. Notte cara, deh!Elmira. Si, coronar vogl' io col nobil sertoElmira. Vivere per penare, nò, che non voglioFloridante. Alma mia, si, sol tu seiFloridante. Bramo te sola, non penso all' imperoFloridante. Mia bella, godo che son per teFloridante. Questi ceppi, e quest' orroreFloridante. Se dolce m'era già viver, cor mioFloridante. Sventurato, godi, oh coreFloridante. Tacerò; mà non potraiOronte. Che veggio? che sento?Oronte. Finchè lo strale non giungeOronte. Mà non s'aspetti, nò! è colpaRossane. Dopo l'ombre d'un fiero sospettoRossane. È un sospir che vien dal coreRossane. Gode l'alma innamorataRossane. Mà un dolce mio pensieroRossane. Oh cara spene del mio dilettoRossane. Oh dolce mia speranzaRossane. Oh quanto è caro amar, se inaspettatoRossane. Se risolvi abbandonarmi, tortorellaRossane. Sospiro, è vero; ma se voui saperTimante. Amor commanda, onore invitaTimante. Dopo il nembo e la procellaTimante. Lascioti, oh bella, il voltoTimante. Nò, non piangete, pupille belle

Giulio Cesare in Egitto, HWV 17

Hercules

My father! Ah! methinks I see

Lotario

Adelaide. D'una torbida sorgente nasce il rioAdelaide. Menti eterne, che reggete de' mortaliAdelaide. Non sempre invendicata io resterò cosiAdelaide. Quel cor, che mi donastiAdelaide. Scherza in mar la navicellaBerengario. D'instabile fortuna non sempreBerengario. Grave è'l fasto di regnarBerengario. Non pensi quell' alteraBerengario. Regno e grandezza, vassalli e tronoBerengario. Vi sento, sì, vi sento, rimorsiClodomiro. Alza al Ciel pianta orgogliosaClodomiro. Non t'inganni la speranzaClodomiro. Se il mar promette calmaIdelberto. Bella, non mi negar, ch'io sol tiIdelberto. Per salvarti, idolo mio, so ben ioIdelberto. S'è delitto trar da' lacci un innocenteLotario. Già mi sembra al carro avvintoLotario. Non disperi peregrino, se nel dubbioLotario. Quanto più forte è il valorLotario. Rammentati, cor mio, ciò che promettiLotario. Tiranna, mà bella, m'uccide e m'allettaLotario. Vedrò più liete e belle, oh vagoMatilde. Arma lo sguardo d'un dolce dardoMatilde. Impara, codardo, ch'un anima forteMatilde. Orgogliosetto và l'augellettoMatilde. Quel superbo già si credeMatilde. Vanne a colei che adori

Orlando

Angelica. Chi possessore è del mio coreAngelica. Così giusta è questa speme, che se l'almaAngelica. Non potrà dirmi ingrata, nò, perchè restai piagataAngelica. Ritornava al suo bel visoAngelica. Se fedel vuoi ch'io ti creda, fà che vedaAngelica. Verdi piante, erbette liete, vago rioDorinda. Amor è qual vento, che gira il cervelloDorinda. Ho un certo rossoreDorinda. Oh care parolette, oh dolci sguardi!Dorinda. Quando spieghi i tuoi tormentiDorinda. Se mi rivolgo al pratoMedoro. Se il cor mai ti dirà, ch'io mi scordi di teMedoro. Verdi allori, sempre unitoMedoro. Vorrei poterti amar il cor ti vorrei darOrlando. Cielo! Se tu il consentiOrlando. Fammi combattere mostri e tifeiOrlando. Già l'ebro mio ciglio, quel dolce liquoreOrlando. Già lo stringo, già l'abbraccio con la forzaOrlando. Imagini funesteOrlando. Non fù già men forte AlcideOrlando. Per far, mia diletta, per te la vendettaOrlando. Stimulato dalla gloriaOrlando. Vaghe pupille, nò, non piangete, nòZoroastro. Lascia Amor, e siegui MarteZoroastro. Sorge infausta una procella, che oscurarZoroastro. Tra caligini profonde

Ottone

Adelberto. Bel labbro, formato per farmi beatoAdelberto. Cara, tu nel mio pettoAdelberto. D'inalzar i flutti al ciel fia che cessiAdelberto. Lasci, che nel suo viso, pria che da lei divisoAdelberto. Tu puoi straziarmi, puoi tormentarmiEmireno. Del minacciar del vento si rideEmireno. Le profonde vie dell' ondeEmireno. Nò, non temere, oh bella! contentaEmireno. Qual cervetta che cacciata più non saGismonda. Giunt' in porto è la speranzaGismonda. La speranza è giunta in portoGismonda. Pensa ad amare, che dal tuo cor amor si chiedeGismonda. Pur che regni il figlio amatoGismonda. Trema, tiranno, ancor dice a ti il fato allorGismonda. Veni, o figlio, e mi consola, che se il viverMatilda. Ah! tu non sai, quant' il mio cor sospiraMatilda. All' orror d'un duolo eterno il mio amoreMatilda. Di far le sue vendetteMatilda. Diresti poi così? O pur mossa a pietàMatilda. Nel suo sangue, e nel tuo piantoMatilda. Pensa, spietata madreMatilda. Vinto è l'Amor da sdegnoOrmonte. T'appresta forse amore sol gioje e sol piacerOttone. Cervo altier, poiche prostròOttone. Deh! non dir, che molle amanteOttone. Dell' onda a i fieri moti sottratto in portoOttone. Dopo l'orrore d'un Ciel turbato più vagoOttone. Dove sei? dolce mia vita! senza te dovròOttone. Io sperai trovar riposoOttone. Non a tempre per colpi si fieriOttone. Ritorna, o dolce amore, conforta questo senOttone. Tanti affanni ho nel core, ch'il doloreOttone. Un disprezzato affetto, un misero sospettoTeofane. Affanni del pensier, un sol momentoTeofane. Alla fama, dimmi il vero, troppe fèTeofane. Benchè mi sia crudele, benchè infedelTeofane. Dir li potessi vedi, crudeleTeofane. Falsa imagine, m'ingannastiTeofane. Gode l'alma consolata quella calmaTeofane. S'io dir potessi al mio crudeleTeofane. Spera si mi dice il coreTeofane. Tra queste care ombre gradite

Poro

Alessandro. Dopo notte atra e funesta splendeAlessandro. D'un barbaro scortese non rammentar l'offeseAlessandro. Se amor a questo petto non fosse ignoto affettoAlessandro. Serbati a grandi impreseAlessandro. Torrente cresciuto per torbida pienaAlessandro. Vil trofeo d'un alma imbelleCleofide. Come il candore d'intatta neveCleofide. Digli, ch'io son fedeleCleofide. Se il Ciel mi divide dal caro mio sposoCleofide. Se mai turbo il tuo riposoCleofide. Se troppo crede al ciglio colui che và per l'ondeCleofide. Spirto amato dell' idol mioErissena. Come il candore d'intatta neveErissena. Compagni nell' amore se tolerar non saiErissena. Di rendermi la calma prometti, oh speme infidaErissena. Son confusa pastorella, che nel bosco a notte oscuraGandarte. È prezzo leggiero d'un suddito il sangueGandarte. Mio ben, ricordati, se avvien ch'io moraGandarte. Se viver non poss' io lungi da te, mio benePoro. Dov'è? s'affretti per me la mortePoro. Mira virtù, che troppo và di se stessa alteraPoro. Per l'Africaine arene leon se vien cacciatoPoro. Risveglia lo sdegno, rammenta l'offesaPoro. Se mai più saro gelosoPoro. Se possono tanto due luci vezzosePoro. Senza procelle ancora si perde quel nocchieroPoro. Tiranna, la sorte a l'alma mia fortePoro. Vedrai con tuo periglio

Radamisto

Farasmane. Son lievi le catene a un petto forteFraarte. Lascia pur amica spene le tue peneFraarte. Mirerò quel vago voltoFraarte. S'adopri il braccio armatoFraarte. Spero placare quel caro voltoFraarte. Vaga e bella ogn' or vedraiPolissena. Barbaro, partiròPolissena. Dopo l'orride procellePolissena. Fatemi, oh cieli, almen (Polissena)Polissena. Non sarà quest'alma miaPolissena. Sommi Dei! che scorgete i mali mieiPolissena. Sposo ingrato, parto siPolissena. Troppo sofferse già questo mio petto (Polissena)Polissena. Tu vuoi ch'io parta, io partoRadamisto. Cara sposa, amato bene, prendi speneRadamisto. Dolce bene di quest'almaRadamisto. Ferite, uccidete, oh numi del ciel!Radamisto. Ombra cara di mia sposaRadamisto. Perfido, di a quell' empio tirannoRadamisto. Qual nave smarrita trà sirtiRadamisto. Vanne, sorella ingrataRadamisto. Vile! se mi dai vitaTigrane. Con vana speranza pur trovo dilettoTigrane. Deh! fuggi un traditoreTigrane. La sorte, il ciel, amor promettonoTigrane. L'ingrato non amar, mà rendi a un fido corTigrane. Segni di crudeltà dal fiero sposo avraiTigrane. Sò ch'è vana la speranzaTigrane. Vuol ch'io serva amor la bellaTiridate. Alzo al volo di mia famaTiridate. Con la strage de' nemici sono avvezzo a trionfarTiridate. Si che ti renderai, quando il mio corTiridate. Stragi, morti, sangue ed armiZenobia. Deggio dunque, oh Dio, lasciartiZenobia. Empio, perverso cor!Zenobia. Già che morir non possoZenobia. O scemami il dilettoZenobia. Quando mai spietata sorte finiràZenobia. Son contenta di morire, crude stelleZenobia. Troppo sofferse già questo mio petto (Zenobia)

Rinaldo

Almirena. Augelletti, che cantate, zefirettiAlmirena. Bel piacere e godereAlmirena. Combatti da forteAlmirena. Lascia ch'io pianga mia cruda sorteArgante. Basta che sol tu chiedaArgante. Sibillar gli angui d'AlettoArgante. Vieni, oh cara, a consolarmiArmida. Ah! crudel! il pianto mioArmida. Furie terribili! CircondatemiArmida. Vo' far guerra, e vincer voglioEustazio. Col valor, colla virtù or si vadaEustazio. Di Sion nell' alta sedeEustazio. Scorta rea di cieco AmoreEustazio. Siam prossimi al portoEustazio. Sulla ruota di fortuna và girandoGoffredo. Mio cor, che mi sai dir?Goffredo. Nò, che quest'alma scontenti non dàGoffredo. Solo dal brandoGoffredo. Sorge nel petto certo dilettoGoffredo. Sovra balze scoscesi e pungentiMago. Andate, oh forti frà straggiRinaldo. Abbruggio, avampo e fremoRinaldo. Cara sposa, amante cara, dove sei?Rinaldo. Cor ingrato ti remembriRinaldo. È un incendio frà due ventiRinaldo. Il Tricerbero humiliatòRinaldo. Ogni indugio d'un amanteRinaldo. Or la tromba in suon festanteRinaldo. Venti, turbini, prestate le vostre aliSirene. Il vostro maggio de' bei verdi anni

Samson

Honor and armsHow willing my paternal loveThus when the sunThy glorious deeds inspired my tongueTotal eclipse!

Semele

Awake, SaturniaHymen, haste! thy torch prepareLeave me, loathsome light!O sleep, why dost thou leave me?Where'er you walk

Serse, HWV 40

Sosarme

Altomaro. Fra l'ombre e gl'orrori farfalla confusaAltomaro. Sento il cor che lieto godeAltomaro. Tiene Giove in mano il folgoreElmira. Dite pace, e fulminate, crudi Cieli!Elmira. Padre, germano, e sposoElmira. Rendi'l sereno al ciglioElmira. Vola l'augello del caro nido, mà sempre fidoElmira. Vorrei, nè pur sapreiErenice. Cuor di madre, e cuor di moglieErenice. Due parti del core tra'l figlio e'l consorteErenice. Forte in ciampo al suo furoreErenice. Vado al campo a combatter col piantoHaliate. La turba adulatrice da me ritiri'l pièHaliate. Se discordia ci disciolseHaliate. S'io cadrò per tuo consiglioMelo. Sì, minaccia, e vintaMelo. Sincero affetto dolci preghiereMelo. Sò che Ciel ben spesso godeSosarme. Alle sfere della gloria, alza i vanniSosarme. Il mio valore ch'albergo in pettoSosarme. In mille dolci modi al sen ti stringeròSosarme. M'opporrò da generoso all' indegna

Teseo

Agilea. Amarti si vorrei, il ciel lo sàAgilea. Deh serbate, oh giusti Dei!Agilea. Deh! v'aprite, oh luci belleAgilea. È pur bello, in nobil coreAgilea. M'adora l'idol mio, gode il mio coreAgilea. Si, t'amo, oh caro, quanto un di t'amaiAgilea. Vieni, torna, idol mioArcane. Ah! cruda gelosia!Arcane. Benchè tuoni e l'etra avvampiArcane. Le luci del mio bene sono per me due stelleArcane. Più non cerca libertàClizia. Risplendete, amiche stelleClizia. Ti credo, si, ben mioEgeo. Non è da Rè quel corEgeo. Ricordati, oh bella, che tu sol seiEgeo. Serenatevi, oh luci belle!Egeo. Voglio stragi, e voglio morteMedea. Dal cupo baratro venite, oh furieMedea. Dolce riposo, ed innocente pace!Medea. Morirò, mà vendicataMedea. O stringerò nel sen quel ben ch'adoroMedea. Quell' amor, ch'è nato a forzaMedea. Sibillando, ululando atterrate la rivalTeseo. Chi ritorna alla mia menteTeseo. Non sò più che bramarTeseo. Qual tigre e qual Megera t'impresseTeseo. Quanto ch'a me sian careTeseo. S'armi il fato, s'armi amore!Teseo. Tengo in pugno l'idol mio

Theodora

Angels, ever bright and fairAs with rosy steps the mornLord, to Thee each night and day