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Quartet: Ministro di morte arresta

Composer: Verdi Giuseppe

Opera: Les vêpres siciliennes

Role: Elena (Soprano)

Role: Arrigo (Tenor)

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MONFORTE
O gioia! e fia pur vero?
O ministro di morte
al Carnefice
Arresta! a lor perdono!

Grido unanime di gioia. Procida ed Elena circondati dai Soldati discendono la gradinata e sono condotti vicino a Monforte.

Né basti a mia clemenza.
Qual d'amistà suggello
Tra popoli rivali
D'Arrigo e di costei io sacro il nodo.

ELENA
con voce soffocata
No!

PROCIDA
con voce soffocata
Lo devi! la patria ed il fratello
Da te il voglion, o donna: io tel consiglio!

MONFORTE
volgendosi al popolo
Pace e perdono!... io ritrovai mio figlio!

ELENA
O mia sorpresa! o giubilo
Maggior d'ogni contento!
È muto il labbro, e accento
A esprimerlo non ha.
Ornai rapito in estasi
Da tanta gioia il core,
S'apre al più dolce amore,
È pegno d'amistà.

ARRIGO
O mia sorpresa! o giubilo
Maggior d'ogni contento!
È muto il labbro, e accento
A esprimerlo non ha.
Ornai rapito in estasi
Da tanta gioia il core,
S'apre al più dolce amore
È pegno d'amistà.

MONFORTE, FRANCESI
Risponda ogni alma al fremito
D'universal contento:
Di pace amai l'accento
Ovunque echeggierà.
Lieti pensieri in estasi
Rapiscono ogni core:
Il serto dell'amore
Coroni l'amistà.

PROCIDA, SICILIANI
(Di quelle gioie al fremito,
Al general contento,
Fra poco un altro accento
Tremendo echeggerà.
Lo spensierato giubilo
Si cangerà in dolore,
Dai veli dell'amore
Vendetta scoppierà)

ARRIGO
a Monforte
Deh! calma il nostro gaudio
cotanto in sen represso;
E il sacro imen si celebri Doman!

MONFORTE
Quest'oggi stesso.
Allor che al raggio fervido
temprato dalla brezza
S'udrà squillare il vespero...

ARRIGO
O cara, o diva ebbrezza!

PROCIDA
(Fra poco! o ciel terribile
Tu forza a me darai!)

ARRIGO
con tenerezza
Crederlo posso, o cara?
Sei mia!

ELENA
Sono tua!

PROCIDA
(Giammai!)

ELENA
O mia sorpresa! o giubilo,
ecc., ecc.

Si recano dal corpo di guardia dei bicchieri e dei boccali: i Soldati francesi bevono coi Siciliani - Monforte s'incammina tenendo per mano Elena ed Arrigo, Procida rimane circondato dai propri amici.