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Duet: Ma la Ninfa gentil

Composer: Mozart Wolfgang Amadeus

Opera: Ascanio in Alba

Role: Ascanio (Mezzo)

Role: Venere (Soprano)

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"Ascanio in Alba" PDF 7Mb "Ascanio in Alba" PDF 25Mb
ASCANIO
Ma la Ninfa gentil, che il seme onora
D'Ercole invitto...? Ah dì..., la Sposa mia,
Silvia, Silvia dov'è? Tanto di lei
Tu parlasti al mio cor; tanto la fama
N'empie sua tromba, e tanto bene aspetta
Da le mie nozze il Mondo...

VENERE
Amata Prole
Pria che s'asconda il Sole
Sposo sarai de la più saggia Ninfa,
Che di sangue divin nascesse mai.
Già su i raggi dell'alba in sonno apparvi
Ad Aceste custode
De la Vergine illustre. Egli già scende
Dal sacro albergo: e al popolo felice,
E a la Ninfa tuo bene,
Del fausto annuncio apportator qui viene.

ASCANIO
Ah cara Madre... Dimmi...
Dunque vicina è l'ora...?
Ma chi sa, s'ella m'ami?

VENERE
Ella ti adora.

ASCANIO
Se mai più non mi vide!

VENERE
A lei son note
Le tue sembianze.

ASCANIO
E come?

VENERE
Amor, per cenno mio,
Ordì nobile inganno.

ASCANIO
E che mai fece?

VENERE
Volge il quart'anno omai,
Che de la Ninfa a lato
Amor veglia in tua vece. Ei le tue forme
Veste appunto qual te. Tali le gote,
Tai le labbra e le luci, e tai le chiome,
Tale il suon de le voci. Appunto come
L'un'all'altra colomba
Del mio carro somiglia,
Tale Amor ti somiglia.

ASCANIO
E quale, o Dea
Presso all'amata Ninfa
È l'ufficio d'Amore?

VENERE
In sonno a lei
Misto tra' lievi sogni appare ognora.
Te stesso a lei dipinge: e tal ne ingombra
La giovinetta mente,
Che te, vegliando ancora,
La vaga fantasia sempre ha presente.

ASCANIO
Che leggiadro prodigio
Tu mi sveli, o gran Dea! Ma che più tardo?
Voliam dunque a la Ninfa. A' piedi suoi
Giurar vo' la mia fé...

VENERE
Solo tu devi
Ire in traccia di lei;
Me chiaman altre cure:
Non è solo un Mortal caro a gli Dèi.

ASCANIO
Sì, le dirò ch'io sono
Ascanio suo; che questo cor l'adora;
Che di celeste Diva
Stirpe son io...

VENERE
No, non scoprirti ancora.

ASCANIO
O ciel! perché?

VENERE
Tu fida.
Vedila pur; ma taci
Chi tu sei, d'onde vieni, e chi ti guida.

ASCANIO
Che silenzio crudel!

VENERE
Dimmi, non brami
Veder con gli occhi tuoi fino a qual segno
Silvia t'adori? a qual sublime arrivi
La sua virtù? quanto sia degno oggetto
D'amor, di meraviglia, e di rispetto?
Questa dunque è la via.

ASCANIO
Dunque s'adempia,
O Madre, il tuo voler. Giuro celarmi
Fin che a te piace. Oggi mostrar ti voglio
Sin dove anch'io son d'ubbidir capace.

VENERE
Vieni al mio seno. A quella docil mente,
A quel tenero core a quel rispetto,
Che nutri per gli Dèi, ti riconosco
Prole più degna ognora
E del Padre, e di me. Qui fra momenti
Mi rivedrai. De la tua Sposa intanto
Cauto ricerca: ammira
Come di bei costumi
A te per tempo ordisce
La tua felicità, come con lei
Ne la mirabil opra
E l'arte, e la natura, e il ciel s'adopra.
In atto di partire.